Glossario

Acro («acre»): 1 acro americano è equivalente a 0,405 ettari. Per il solo pubblico americano i risultati dell’Impronta Ecologica sono spesso presentati in acri globali (ga) piuttosto che in ettari globali (gha). Si vedano le voci ettaro globale, ettaro ed ettaro locale.

Analisi del Ciclo di Vita (LCA) («life cycle analysis (LCA)»): Approccio quantitativo utilizzato per valutare l’impatto ambientale di un prodotto durante tutta la sua vita. La LCA redige una lista di tutti i flussi in entrata e in uscita di un prodotto “dalla culla alla tomba”, inclusi i flussi di energia e materia associati all’estrazione dei materiali, alla manifattura e all’assemblaggio, alla distribuzione e all’uso; sono inclusi anche lo smaltimento finale e tutte le emissioni nell’ambiente in tutte le fasi del ciclo di vita. Le applicazioni LCA sono governate dagli standard della serie ISO 14040 (http://www.iso.org).

Analisi IO (Input – Output) («IO (Input-Output) analysis»): L’analisi input-output (IO o anche I-O) è uno strumento matematico ampiamente utilizzato in economia per analizzare il flusso di beni e servizi fra i diversi settori in una economia utilizzando i dati delle tabelle IO. L’analisi IO assume che qualsiasi cosa sia prodotta da un’industria è consumata o da un’altra industria o dai consumatori finali e che questi flussi di consumo possono essere seguiti nel loro cammino. Se i dati più rilevanti sono disponibili le analisi IO possono essere utilizzate per tracciare flussi sia fisici che economici. Modelli economico-ambientali utilizzano l’analisi IO per evidenziare gli impatti ambientali diretti e indiretti di attività industriali lungo la catena produttiva, o per assegnare questi impatti alle categorie di domanda finale. In studi di Impronta, l’analisi IO può essere utilizzata per allocare l’Impronta fra le attività produttive, o fra le categorie di domanda finale, così come nello sviluppo delle matrici consumo-utilizzo del suolo.

Area (tipo di) («area type»): Si veda la voce tipo di terreno.

Area per l’assorbimento della CO2 («carbon uptake land»): La domanda di biocapacità richiesta per sequestrare (attraverso la fotosintesi) le emissioni di anidride carbonica (CO2) derivate dalla combustione di combustibili fossili. Sebbene i combustibili fossili estratti dalla crosta terrestre non si rigenerino nella scala di una vita umana, il loro uso richiede un servizio ecologico affinché la quantità complessiva di anidride carbonica non si accumuli in atmosfera. L’Impronta Ecologica include quindi la biocapacità, tipicamente quella di foreste, necessaria per assorbire quella frazione di anidride carbonica fossile che non è assorbita dagli oceani.

Biocapacità disponibile per persona (o pro-capite) («biological capacity available per person (or per capita)»): Nel 2005, sul pianeta Terra, erano disponibili 13,4 miliardi di ettari di superficie, sia acquatica che terrestre, ecologicamente produttivi. Dividendo per la popolazione mondiale dello stesso anno, per ciascun abitante della Terra erano a disposizione 2,1 ettari globali . Questo ipotizzando di non conservare terreno per le altre specie che vivono sul Pianeta Terra e che consumano la stessa materia biologica dell’uomo.

Biocapacità o capacità biologica («biological capacity or biocapacity»): La capacità degli ecosistemi di produrre materia biologica utile e di assorbire rifiuti generati dall’uomo, usando le pratiche agricole dominanti e la tecnologia prevalente. La “materia biologica utile” è quella usata dal sistema economico. Quindi ciò che è considerato utile può variare di anno in anno (ad esempio l’uso di mais per la produzione di etanolo da cellulosa renderebbe il mais un materiale utile, e quindi incrementerebbe la biocapacità del terreno agricolo coltivato a mais). La biocapacità di un’area è calcolata moltiplicando l’area fisica per il fattore di rendimento e per il relativo fattore di equivalenza. Convenzionalmente la biocapacità si misura in ettari globali.

Biodiversità (area per mantenere la) («biodiversity buffer»): La quantità di biocapacità che dovrebbe essere conservata per mantenere i vari tipi di ecosistemi tipici di un’area e le popolazioni delle varie specie animali e vegetali. La quota che dovrebbe essere riservata dipende dalle pratiche agricole dominanti e dal risultato desiderato.

Capitale Naturale («natural capital»): Il capitale naturale può essere definito come l’insieme di tutti i materiali grezzi e dei cicli naturali della Terra. L’analisi dell’Impronta Ecologica considera una sola componente chiave del capitale naturale, ovvero il capitale naturale che supporta la vita, detto anche capitale ecologico. Questo capitale è definito come lo stock di risorse ecologiche che produce beni e servizi in maniera continuativa. Le principali funzioni comprendono la produzione di risorse (come pesce, legno e cereali), l’assimilazione di rifiuti (come l’assorbimento di anidride carbonica e la decomposizione dei liquami) e i servizi che supportano la vita (come la protezione dai raggi UV, la biodiversità, la purificazione delle acque e la stabilità climatica).

Carbon Footprint (Impronta del Carbonio) («carbon Footprint»): Se riferito agli studi di Impronta Ecologica, questo termine è sinonimo di richiesta di terreno per l’assorbimento della CO2. NOTA: il termine “Carbon Footprint” o “carbon footprint” è stato acquisito dal dibattito sui cambiamenti climatici. Ci sono diversi mezzi di calcolo che utilizzano il termine “Carbon Footprint”, ma la maggior parte si limitano a calcolare le tonnellate di carbonio, o le tonnellate per euro, piuttosto che la richiesta di area ecologicamente produttiva.

Componenti del consumo (o Categorie di consumo) («consumption components (also consumption categories)»): L’analisi dell’Impronta Ecologica può allocare l’Impronta totale fra le diverse componenti di consumo: cibo, abitazioni, mobilità, beni e servizi, spesso ulteriormente suddivise in sotto-componenti. La suddivisione in categorie permette non solo un rapido ed omogeneo confronto fra le Impronte individuali ma anche di estrapolare il peso delle varie voci nel valore di Impronta complessivo. Onde evitare l’errore del "doppio conteggio" è importante verificare se il singolo bene consumato è allocato in una ed una sola componente o sotto-componente. Per esempio, un frigorifero deve essere contabilizzato solo in una delle categorie cibo, beni e abitazioni.

Consumo («consumption»): Uso di beni o di servizi. Il termine consumo ha due significati diversi a seconda del contesto in cui è utilizzato. Comunemente, nell’ambito dell’Impronta Ecologica, si riferisce all’uso di beni o servizi. Un bene o un servizio consumato richiede risorse, energia e materia, affinché possa essere fornito al consumatore. In un ciclo di vita completo, qualsiasi cosa utilizzata lungo la catena produttiva deve essere considerata, incluse le eventuali perdite. Per esempio, il cibo consumato non include solo le piante o gli animali mangiati o scartati, ma anche tutte le perdite durante i processi di crescita e di trasformazione, così come l’energia usata per far crescere, raccogliere, processare e trasportare il cibo.

In riferimento all’analisi Input-Output il consumo ha un significato tecnico ben preciso. Si possono distinguere due tipi di consumo: intermedio e finale. Secondo la terminologia del Sistema (economico) di Contabilità Nazionale, il consumo intermedio si riferisce all’uso di beni e servizi di un’attività nel fornire beni e servizi ad un’altra attività. Il consumo finale si riferisce all’uso non produttivo di beni e servizi da parte delle famiglie, del governo, del settore economico e di entità straniere.

Contabilità delle Impronte Nazionali («National Footprint Accounts»): ll principale database che permette di calcolare le Impronte e le Biocapacità del mondo e di circa 150 nazioni del mondo dal 1961 ad oggi (generalmente ad intervalli di tre anni a causa della limitata disponibilità dei dati di partenza). Il continuo sviluppo, mantenimento e aggiornamento della Contabilità delle Impronte Nazionali è coordinato dal Global Footprint Network e dai suoi più di 70 partner.

Database dei fattori di conversione («conversion factor library»): Si veda la voce Tabella delle Intensità di Impronta.

Debito ecologico («ecological debt»): È la somma di tutti i deficit ecologici annuali. L’Impronta Ecologica dell’Umanità ha superato per la prima volta la biocapacità globale nella metà degli anni ottanta, e da allora ha sempre mostrato questo trend. Nel 2005 questo superamento annuale ha maturato un debito ecologico che ha ecceduto di 2,5 anni la produttività totale della Terra.

Deficit/Surplus ecologico («ecological deficit/reserve»): È dato dalla differenza fra la Biocapacità e l’Impronta Ecologica di una regione o di un paese. Un deficit ecologico si verifica quando l’Impronta di una popolazione eccede la biocapacità dell’area disponibile per quella popolazione. Viceversa, si ha un surplus quando la Biocapacità di una regione supera l’Impronta Ecologica della popolazione residente in quella regione. Se c’è un deficit ecologico di una regione o di una nazione significa che la popolazione che vi risiede sta o importando biocapacità attraverso il commercio, o depauperando le proprie riserve ecologiche. Di contro, il deficit ecologico a livello globale non può essere compensato attraverso il commercio e pertanto è un vero e proprio sovraccarico.

Doppio conteggio («double counting»): Il metodo dell’Impronta evita il cosiddetto “doppio conteggio”, ovvero il contare più di una volta la stessa area. Il “doppio conteggio” può manifestarsi per diverse ragioni. La più frequente è quando si sommano le Impronte Ecologiche in una catena produttiva (ad esempio una fattoria che produce grano, un mulino che produce farina e un panificio): lo studio deve contabilizzare il terreno agricolo per la crescita del grano solo una volta. Altri tipi di errori (generalmente più trascurabili) si manifestano nell’analizzare una catena produttiva dove il prodotto finale è anche utilizzato per produrre la materia prima necessaria per il prodotto finale stesso (ad esempio l’acciaio è il maggiore componente dei macchinari usati per estrarre il ferro e convertirlo in acciaio). Infine si può avere doppio conteggio anche quando un particolare territorio ha due funzioni (ad esempio se un contadino raccoglie grano invernale e poi, nello stesso campo semina mais per raccoglierlo in autunno): in questo caso si deve tenere conto solo di una delle due funzioni e quindi si contabilizza l’area solo una volta e non due. Nella fattispecie il fattore di rendimento del terreno tiene conto del valore di produttività più alto fra le due funzioni analizzate.

Energia incorporata («embodied energy»): L’energia incorporata è l’energia usata durante l’intero ciclo di vita di un oggetto per produrlo, trasportarlo, usarlo e smaltirlo. Spesso gli studi di Impronta usano il concetto di energia incorporata quando considerano il commercio di beni.

Ettaro («hectare»): 1/100 di km2, 10.000 m2 o 2,471 acri. Un ettaro è approssimativamente la superficie di un campo di calcio. Si vedano anche le voci ettaro globale e ettaro locale.

Ettaro globale (gha) («global hectare (gha)»): Area pesata sulla produttività utilizzata per indicare sia la Biocapacità della Terra che la domanda di Biocapacità (Impronta Ecologica). L’ettaro globale è normalizzato alla produttività media delle superfici (sia acquatiche che terrestri) ecologicamente produttive per un dato anno. Poiché differenti tipi di terreno hanno differente produttività, un ettaro globale di terreno agricolo, per esempio, occupa una superficie fisica minore rispetto al terreno per il pascolo che è ecologicamente meno produttivo. Viceversa, più terreno a pascolo è necessario per fornire la stessa biocapacità di un ettaro di terreno agricolo. Poiché la produttività media mondiale può variare leggermente di anno in anno, anche il valore di un ettaro globale può cambiare leggermente.

Ettaro locale («local hectare»): Rappresenta un’area pesata per la produttività, utilizzata per indicare sia la biocapacità di una regione che la domanda di biocapacità (Impronta Ecologica). L’ettaro locale è normalizzato per la produttività media della biocapacità (terreni e superfici acquatiche ecologicamente produttivi) di una data regione pesata per l’area. Quindi, come per le conversioni fra monete, i calcoli di Impronta Ecologica espressi in ettari globali possono essere convertiti in ettari locali per un qualsiasi anno (es. ettari danesi o ettari indonesiani) e vice versa. La quantità di ettari danesi eguaglia la quantità di ettari bio produttivi in Danimarca – in questo modo ciascun ettaro danese dovrebbe rappresentare un valore medio della biocapacità totale della Danimarca.

Fattore di conversione («conversion factor»): Termine generico utilizzato per convertire un flusso di materia, con una certa unità di misura, in un'altra unità di misura. Per esempio, la combinazione di due fattori di conversione—“ il fattore di rendimento” e il “fattore di equivalenza”— traducono gli ettari in ettari globali. Il fattore di conversione “velocità di estrazione” converte un prodotto secondario nell’equivalente primario.

Fattore di equivalenza («equivalence factor»): È un fattore di scala basato sulla produttività che converte uno specifico tipo di terreno (come il terreno agricolo o forestale) in una unità universale di area biologicamente produttiva chiamata ettaro globale. Per quei terreni (tipo quello agricolo) con una produttività maggiore rispetto alla produttività media mondiale di tutti i terreni produttivi, il fattore di equivalenza è maggiore di uno. Per convertire un ettaro medio di terreno agricolo in ettaro globale, si deve moltiplicare per il fattore di equivalenza del terreno agricolo (2,64). Il terreno per il pascolo, che ha una produttività più bassa del terreno agricolo, ha un fattore di equivalenza di 0,5. Si veda anche la voce fattore di rendimento.

Fattore di rendimento («yield factor»): È il fattore che esprime la differenza di produttività (nazione per nazione) di un certo tipo di terreno rispetto alla media mondiale. Ciascuna nazione ha, per ogni anno, i suoi fattori di rendimento, uno per ogni tipologia di terreno (agricolo, pascolo, foresta e superficie marina). Per esempio, nel 2005, il terreno agricolo della Germania è stato 2,3 volte più produttivo rispetto alla media mondiale. Il fattore di rendimento per il terreno agricolo (2,3) moltiplicato per il fattore di equivalenza del terreno agricolo (2,6) converte gli ettari di terreno agricolo tedesco in ettari globali: un ettaro di terreno agricolo tedesco è uguale a 6,0 gha.

Impronta del consumo («consumption Footprint»): L’Impronta Ecologica più frequentemente calcolata. Rappresenta l’area utilizzata per supportare il consumo di una certa popolazione. L’Impronta del consumo (in gha) include l’area necessaria per produrre i materiali consumati e per assorbire i rifiuti prodotti. L’Impronta del consumo di una nazione è calcolata nel Calcolo delle Impronte Nazionali (National Footprint Accounts) come l’Impronta della produzione primaria di una nazione più l’Impronta degli import meno l’Impronta degli export, e quindi, in pratica, è l’Impronta del consumo apparente. L’Impronta del consumo, come media nazionale o pro-capite, è uguale all’Impronta del Consumo divisa per la sua popolazione.

Impronta dell’energia («energy Footprint»): La somma di tutte le aree utilizzate per produrre energia. È la somma dell’area per assorbire l’anidride carbonica, dell’area occupata per l’energia idroelettrica, dell’area forestale per generare combustibile da legno e dell’area agricola per biocombustibili.

Impronta della produzione primaria (anche domanda primaria) («primary production Footprint (also primary demand)»): Diversamente dall’Impronta del consumo, l’Impronta della produzione primaria di una nazione è la somma delle impronte di tutti i prodotti raccolti e di tutti i rifiuti prodotti all’interno di una data regione. Questo include tutte le aree di un paese necessarie per supportare la generazione di prodotti primari (terreno agricolo, pascolo, foresta e superficie marine), l’area edificata del paese (strade, zone industriali, città) e l’area necessaria per assorbire tutte le emissioni di anidride carbonica che derivano dalla combustione di combustibili fossili, che sono generate all’interno della regione. In altre parole, l’Impronta della Foresta rappresenta l’area necessaria per rigenerare tutto il legname raccolto (e quindi, in funzione della velocità di raccolta, questa area può essere più grande o più piccola rispetto all’area di foresta della regione studiata). Altrimenti, per esempio, se un paese coltiva cotone destinato all’esportazione, le risorse ecologiche richieste non sono incluse nell’Impronta del consumo del paese, mentre sono contabilizzate nell’Impronta del consumo del paese importatore di magliette. Tuttavia, queste risorse ecologiche sono incluse nell’Impronta della produzione primaria esportata dal paese.

Impronta Ecologica («Ecological Footprint»): Misura quanta area ecologicamente produttiva, sia terrestre che marina, è richiesta da una popolazione o da un’attività per produrre tutte le risorse consumate e per assorbire tutti i rifiuti prodotti usando le tecnologie e le modalità di gestione prevalenti. L’Impronta Ecologica è misurata in ettari globali (gha). Poiché il commercio è globale, l’Impronta Ecologica di un singolo o di una popolazione include aree provenienti da qualsiasi parte del mondo. L’Impronta Ecologica è spesso abbreviata con il termine Impronta (e non impronta).

Impronta neutra o negativa («Footprint neutral or negative»):Hanno Impronta neutra o negativa, quelle attività umane o servizi che, rispettivamente, non producono Impronta o che producono una riduzione dell’Impronta Ecologica. Per esempio, il miglioramento dell’isolamento di una casa già esistente produce un’Impronta per la produzione e installazione dei materiali per l’isolamento. Se la riduzione di Impronta che deriva dalla diminuzione di richiesta di energia è uguale o maggiore rispetto all’Impronta dell’isolamento della casa, quest’ultima diventa un’attività ad impronta zero o negativa. D’altra parte facendo una casa nuova molto efficiente dal punto di vista energetico non rende la casa a Impronta zero, a meno che, allo stesso tempo, esso non produca una riduzione di Impronta già esistente. Questa riduzione di Impronta deve essere più grande rispetto all’Impronta della costruzione della nuova casa.

Impronta nucleare («nuclear Footprint»): Fino all’edizione 2008 delle Contabilità delle Impronte Nazionali, l’Impronta dell’elettricità generata dall’energia nucleare è stata trattata come equivalente, per chilowatt, all’Impronta media mondiale dell’elettricità prodotta dai combustibili fossili. Dall’edizione 2008 questa componente dell’Impronta non è più inclusa nei calcoli nazionali. Questo non significa che l’uso dell’energia nucleare è libero da ogni rischio o da richieste sull’ambiente, ma solo che questi rischi o domande non sono facilmente esprimibili in termini di biocapacità. Più specificamente i dubbi sono in relazione al fatto che l’energia elettrica derivata dal nucleare include costi e eccessive sovvenzioni, futuri depositi dei rifiuti, rischi di incidenti agli impianti, proliferazione di armi atomiche e relativi rischi di sicurezza.

Intensità di estrazione («Extraction rate»): Un fattore di trasformazione che confronta la quantità di prodotto precursore con la quantità di prodotto derivato che si ricava. Quando un prodotto precursore viene trasformato cambia la sua massa. Per esempio, quando il grano è trasformato in farina bianca, la crusca e il germoglio vengono separati, facendo diminuire la massa complessiva. Quindi deve essere considerata l’intensità di estrazione per calcolare il numero di ettari necessari a produrre una data quantità di farina. Facendo riferimento all’esempio precedente l’intensità di estrazione è il rapporto fra le tonnellate di farina e le tonnellate di grano trasformate.

Intensità di Impronta («Footprint Intensity»): Il numero di ettari globali richiesti per produrre una certa quantità di risorse o di assorbire una certa quantità di rifiuti, di solito espressa in ettari globali per tonnellata. Il Sistema di Contabilità delle Impronte Nazionali produce una Tabella delle Intensità di Impronta per ciascun paese, che include gli ettari globali di terreno necessario per produrre o assorbire una tonnellata di prodotto (ad esempio gli ettari globali di terreno agricolo per tonnellata di grano, gli ettari di foresta per assorbire una tonnellata di anidride carbonica).

Linee guida (per gli studi di Impronta Ecologica) («Guidelines (for Footprint studies)»): è una lista di metodi, criteri, fonti per i dati e di studi da utilizzare quando gli Standard dell’Impronta non sono appropriati oppure non ancora sviluppati.

Matrice Consumi-Usi del suolo («Consumption Land Use Matrix»): A partire dai dati del Calcolo delle Impronte Nazionali, può essere costruita una matrice che mette in relazione le sei categorie di uso del terreno (messe in colonna e che rappresentano le cinque tipologie di terreno più quello dedicato all’assorbimento della CO2 ) con le cinque categorie di consumo (nelle righe). Ciascuna categoria di consumo può essere ulteriormente disaggregata per aggiungere informazioni. Queste matrici sono spesso utilizzate per sviluppare calcoli di Impronta Ecologica a scala subnazionale (stato, regione, città). In questo caso i dati nazionali di ogni singola cella sono scalati sulla base del modello di consumo dello stato, della regione o della città.

Matrice Consumi-Usi del suolo

 

Terreno Edificato

Terreno per l’assorbimento della CO2

Terreno agricolo

Terreno per il pascolo

Terreno Forestale

Superficie marina

Totale

Cibo

 

 

 

 

 

 

 

Abitazione

 

 

 

 

 

 

 

Mobilità

 

 

 

 

 

 

 

Beni

 

 

 

 

 

 

 

Servizi

 

 

 

 

 

 

 

Totale

 

 

 

 

 

 

 

Pianeti Equivalenti («Planet Equivalent (s)»): L’Impronta Ecologica di ciascuna persona o di ciascun paese ha un corrispondente numero di Pianeti Equivalenti, meglio indicato come il numero di Terre che sarebbero necessarie per supportare l’Impronta dell’intera popolazione umana, se tutti i gli abitanti della Terra vivessero come quella persona o come il cittadino medio di quel paese. Il numero di Pianeti Equivalenti è dato dal rapporto fra l’Impronta Ecologica di un singolo abitante rispetto alla capacità biologica pro-capite disponibile sulla Terra (2,1 gha, nel 2005). Nel 2005 l’Impronta Ecologica media mondiale è stata di 2,7 gha, quindi il numero di Pianeti Equivalenti è di 1,3.

Prodotto derivato («daughter product»): E’ il prodotto che risulta dalla trasformazione di un prodotto precursore. Ad esempio: la polpa di legno, un prodotto secondario, è il prodotto derivato del legno grezzo. Analogamente, la carta è un prodotto derivato della polpa di legno.

Prodotto precursore («parent product»): Il prodotto che viene trasformato per generare un prodotto derivato. Per esempio il grano, un prodotto primario, è un prodotto precursore della farina, che è un prodotto secondario. La farina, a sua volta, è un prodotto precursore del pane.

Prodotto primario («primary product»): Negli studi di Impronta un prodotto primario è la forma meno trasformata di materiale biologico, che l’uomo raccoglie per i propri usi. C’è differenza fra il prodotto grezzo, ovvero tutta la biomassa prodotta in una data area, e il prodotto primario, che è la parte che l’uomo raccoglierà e utilizzerà. Per esempio, un albero caduto è un prodotto grezzo che, portato via dal luogo di origine, una volta eliminata la corteccia, viene trasformato nel prodotto primario legname. I prodotti primari sono quindi trasformati in prodotti secondari come polpa di legno, carta e cosi via. Altri esempi di prodotti primari sono le patate, i cereali, il cotone o il foraggio. Esempi di prodotti secondari sono i kWh di elettricità, il pane, i vestiti, la carne di manzo o le varie apparecchiature.

Prodotto secondario («secondary product»): Tutti quei prodotti che derivano da prodotti primari o altri prodotti secondari attraverso una serie di processi di trasformazione applicati ad un prodotto primario.

Produttività («productivity»): La quantità di materiale, utile per l’uomo, che viene generato in una data area. In agricoltura, la produttività è indicata con il termine resa.

Resa («yield»): La quantità di prodotto primario, normalmente espressa in tonnellate all’anno, che si è in grado di produrre per unità di area (marina o terrestre) ecologicamente produttiva.

Sovraccarico (superamento) («overshoot»): Il superamento globale si verifica quando la richiesta di natura da parte dell’uomo supera l’offerta della biosfera, ovvero la sua capacità rigenerativa. Un tale superamento porta all’impoverimento del capitale naturale indispensabile per mantenere la vita sulla terra ed all’accumulo di rifiuti. A livello globale, il deficit ecologico ed il sovraccarico sono la stessa cosa, poiché non è possibile importare risorse da altri pianeti. Superamenti locali si verificano quando le risorse di un ecosistema locale vengono sfruttate più rapidamente rispetto a quanto si possano rigenerare.

Standard dell’Impronta Ecologica («Ecological Footprint Standards»): Sono criteri guida specifici da seguire per i metodi, le fonti per la raccolta dei dati e per la redazione dei documenti di sintesi di studi di Impronta Ecologica. Gli standard sono stabiliti dal Comitato degli Standard del Global Footprint Network composto da ricercatori e professionisti che lavorano nel campo dell’Impronta di tutto il mondo. Gli standard servono a produrre risultati trasparenti, affidabili e soprattutto comparabili con altri studi realizzati dalla comunità dell’Impronta Ecologica. Quando gli standard non sono appropriati, devono essere consultate le Linee Guida dell’Impronta Ecologica. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.footprintstandards.org.

Surplus ecologico («ecological reserve»): Si veda la voce deficit/surplus ecologico.

Tabella delle intensità di Impronta («Footprint Intensity Table»): Raccoglie le intensità di Impronta dei prodotti primari e secondari dal Sistema di Contabilità delle Impronte Nazionali. L’intensità di Impronta è generalmente misurata in ettari globali per tonnellata di prodotto o rifiuto (CO2). La Tabella delle Intensità di Impronta è gestita dal Global Footprint Network e supportata dal Comitato della Contabilità Nazionale del Network.

Tabelle IO (Input-Output) («IO (Input- Output) tables»): Le tabelle IO contengono i dati che sono utilizzati nell’analisi IO. Esse forniscono un quadro completo dei flussi di beni e servizi in un sistema economico per un dato anno. Nella sua forma generale una tabella economica IO mostra gli usi – gli acquisti fatti da ciascun settore dell’economia al fine di produrre il loro output, incluse le importazioni – e le forniture - beni e servizi prodotti per consumi domestici intermedi e finali e le esportazioni. Le tabelle IO spesso sono usate come base per i Conti Economici Nazionali prodotti dagli uffici statistici nazionali. Sono anche utilizzati per calcolare annualmente il Prodotto Interno Lordo (PIL).

Terreno e superficie acquatica ecologicamente produttivi («biologically productive land and water»): La superficie di terreno e acquatica (sia marina che interna) che supporta una significativa attività fotosintentica e l’accumulo di biomassa usata dall’uomo. Non sono incluse le superfici ecologicamente non produttive, le aree marginali con vegetazione non uniforme e la biomassa che non è direttamente utilizzata dall’uomo. La superficie ecologicamente produttiva complessiva (sia terrestre che acquatica) è stata approssimativamente stimata (per il 2005) in 13,4 miliardi di ettari.

Tipo di terreno («land type»): La Terra occupa approssimativamente una superficie di circa 13,4 miliardi di ettari di terreno (sia marino che terrestre) ecologicamente produttivo. Questa superficie è ripartita in 5 tipi di area: terreno agricolo, terreno a pascolo, terreno a foresta, superficie marina e superficie edificata. Spesso è indicato anche con il termine ”tipo di area”.

Tonnellate («tonnes»): Nel Sistema di Contabilità delle Impronte Nazionali tutte le cifre sono riportate in tonnellate. Una tonnellata equivale a 1000 kg o 2205 libbre.

Nota che “prodotto primario” e “Impronta della Produzione Primaria” sono termini specifici dell’Impronta non sono in relazione e non devono essere confusi con i concetti ecologici di produzione primaria, produzione primaria lorda (GPP) e produzione primaria netta (NPP).